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Recensione 'Non tornerai mai più' di Hans Koppel

non tornerai mai più
Titolo: Non tornerai mai più
Autore: Hans Koppel
Editore: Piemme
Data di pubblicazione:29 ottobre 2012
Pagine: 316
Prezzo: 9.90 €
Versione e-book: 6.99 €
Trama: Venerdì sera. Ylva sta tornando a casa dopo un drink con i colleghi, l'iPod nelle orecchie e la musica ad alto volume.
A un tratto un'auto la affianca, cogliendola di sorpresa. Conosce la donna al volante e l'uomo sul sedile posteriore, anche se non li vede da anni, da quando da Stoccolma si è trasferita nella cittadina in cui ora vive con Mike, suo marito, e la figlia Sanna. Quando i due le offrono un passaggio, ha un attimo di esitazione, ma non se la sente di rifiutare. Ringrazia e sale.
Poi il buio.
Quando riprende i sensi, Ylva si ritrova imprigionata in una cantina, legata a un letto, gli occhi puntati su un televisore fissato al soffitto. Allora capisce: quello che vede sullo schermo è il giardino di casa sua e lei si trova a pochi metri da lì. A breve Mike inizierà ad allarmarsi per la sua assenza e Sanna a chiedere perché la mamma non torna. Un gioco sadico che i suoi aguzzini le infliggono tra sevizie di ogni tipo. Una violenza cieca, in apparenza. Se non fosse per quell'episodio del passato che Ylva ha cercato in ogni modo di dimenticare, ma che qualcuno, evidentemente, ha ancora ben impresso nella memoria.

Voti:
Trama  7
Personaggi  6
Stile  7
Incipit  8
Finale  8
Copertina  6
Voto complessivo  7

Quando un libro riesce a tenerti sveglia finché occhi e mente reggono; quando il primo pensiero che hai, al mattino, appena apri gli occhi, non è "ho bisogno di caffè", ma "devo continuare a leggere", vuol proprio dire che l'autore ha colpito nel segno!
Ed è questo il caso. Ho aperto questo libro ieri mattina, assieme a voi, riportandovene l'incipit. L'ho ripreso in mano nel pomeriggio e non sono più riuscita a staccarmene, tanto da fare le 3 del mattino. Alle 7 lo avevo nuovamente tra le mani; e pochi minuti fa l'ho terminato.
Devo premettere che non amo particolarmente gli autori svedesi. Ritengo che molti di loro siano venuti fuori a causa di una delle famose mode editoriali. Rientro nella strettissima cerchia di coloro che non ha mai letto la trilogia di Stieg Larsson (e non ho, almeno al momento, alcuna intenzione di farlo). Eppure, questo libro l'ho comprato per caso: era in un angolino di una piccola libreria, mi hanno colpita prima la copertina (ovviamente), poi la sinossi e così l'ho portato a casa. E credo proprio di aver speso bene i miei soldi, visti i risultati!
Anche in questo romanzo, come in Tredici, è il bullismo a fare da sfondo. Ylva è una donna adulta, moglie e madre in carriera.
Una sera si ferma a bere qualcosa con i colleghi e, quando sta per tornare a casa, viene avvicinata da un'auto; dentro un uomo e una donna che conosce, ma che non vede da parecchi anni. Esitante, accetta il passaggio, ovviamente inconsapevole che quella sarà la sua fine.Ylva viene stordita e, quando si risveglia, è chiusa in una cantina, isolata dal mondo e dai suoi affetti. Verrà ripetutamente picchiata e stuprata. Sarà costretta a guardare la vita di suo marito e di sua figlia scorrere su nuovi binari che non la includono più, attraverso uno schermo a circuito chiuso.
Vedrà, così, Mike, suo marito, arrabbiarsi, disperarsi e poi cercare di andare avanti con la sua vita. Vedrà sua figlia creare un rapporto con la nuova fidanzata di Mike. Per più di un anno, mentre tutti la crederanno morta, Ylva sarà sottoposta ad ogni tipo di tortura. Perché? Cosa si nasconde dietro questa brutalità? Chi sono i suoi carcerieri? E' dietro queste domande che si nasconde l'abilità dell'autore. Il lettore sarebbe normalmente portato a solidarizzare con la vittima. Ma, nello scorrere delle pagine, viene fuori un lato di Ylva che ci porta a non provare alcuna empatia per lei.
Ylva, durante gli anni di liceo, è stata una di quelle ragazze che molestava i più deboli, che li rendeva delle vittime. Questa, adesso, è la sua punizione.
Inoltre, nelle prime ore dalla sua scomparsa, guardando la reazione del marito, la sua rabbia tramutarsi poi in dolore, vedendolo piangere, Ylva continua a ripetere quanto lui sia noioso e prevedibile.
Il loro non era un matrimonio felice, lei lo ha tradito più volte, ritenendolo una persona banale e poco capace a letto.
Credo che ognuno di noi, quando il marito ritarda e non avvisa, quando il figlio non rientra all'ora prestabilita, passi da una fase di rabbia ad una di preoccupazione. E' quello che succede a Mike, ovviamente, ed è amplificata dal suo essere cosciente che la moglie lo abbia tradito almeno una volta. Quando le ore e poi giorni cominceranno a scorrere senza che si abbia alcuna notizia di Ylva, Mike cercherà di farsi forza, soprattutto per la figlia, di andare avanti, di far sì che la sua vita non si fermi. E ce la fa, con l'aiuto della madre, col sostengo di uno psicologo e, soprattutto, con l'appoggio di Noua, collega ed amica di Ylva, che, pian piano, ne prenderà il posto.
Unica pecca di questo libro è un po' di confusione iniziale: troppi personaggi, troppi nomi (tra l'altro svedesi!) da memorizzare. Nonostante questo, la lettura procede in maniera lineare e questa piccola nota negativa viene ampiamente riscattata a metà libro, quando un colpo di scena inaspettato lascia il lettore senza fiato, e nel finale, forse un po' scontato, ma tutto sommato in linea con la storia.
L'autore: Hans Koppel è lo pseudonimo dello scrittore svedese Petter Lidbeck. Nato nel 1964, vive a Stoccolma ed è autore di numerosikoppel libri per bambini e di romanzi umoristici. Non tornerai mai più è il primo titolo di una trilogia thriller. Venduto in dieci Paesi, è stato finalista al Best Swedish Crime Novel Award e ha raggiunto la testa delle classifiche in Svezia, Inghilterra e Germania.
La mia valutazione: Photobucket - Video and Image HostingPhotobucket - Video and Image HostingPhotobucket - Video and Image HostingPhotobucket - Video and Image Hosting

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