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La Libridinosa|Cosa fai nella vita?|Leggo!

Lettura a quattrocchi 'Leaving' di Jodi Picoult - Corbaccio

Sono passati dieci anni da quando Alice Metcalf, etologa presso il Rifugio per elefanti del New England, è misteriosamente scomparsa in seguito a un grave incidente. La figlia Jenna aveva tre anni all’epoca e da allora, a dispetto della ostinata rassegnazione di sua nonna e della totale assenza di suo padre, non ha mai smesso di pensare a sua madre e di sperare di vederla ricomparire all’improvviso. Finché un giorno si fa coraggio e decide di chiedere l’aiuto di due improbabili alleati: Serenity, una sensitiva ormai non più sulla cresta dell’onda, e Virgil, il detective che conduceva le indagini sul caso e che ora, tra un whisky e l’altro, svolge in proprio inchieste di ogni tipo. Jenna cerca gli indizi di una possibile traccia nel diario di sua madre, e apprende che Alice era particolarmente interessata a studiare il rapporto che gli elefanti femmina instaurano con i loro figli, a come elaborano il lutto e a come è organizzata la loro memoria. Pur temendo di averla persa per sempre, si convince ancora di più che sua madre non può averla abbandonata di sua volontà, che il legame che aveva instaurato con lei da bambina era speciale e che qualcosa l’ha indotta a fuggire. Grazie anche all’aiuto di Serenity e Virgil, la memoria di quel che accadde si fa in Jenna sempre più circoscritta, le immagini della madre e degli eventi di cui è stata protagonista diventano sempre più nitide e iniziano a susseguirsi a ritmo crescente. In un vortice ipnotizzante di ricordi, i tre si trovano coinvolti in una ricerca ricca di colpi di scena il cui esito nessuno di loro può dare per scontato. Ma per scoprire cosa è successo veramente ad Alice, si renderanno conto che dare una risposta a domande difficili implica anche essere pronti ad affrontare risposte ancora più difficili da accettare…

Titolo: Leaving
Autore: Jodi Picoult
Titolo originale: Leaving time
Traduzione a cura di: Lucia Corradini Caspani
Editore: Corbaccio
Data di pubblicazione: 28 aprile 2016
Pagine: 420

Trama: 2  Personaggi: 2  Stile: 3  Copertina: 2 





*commenti in rosso di Lea del blog Due Lettrici quasi Perfette*

Eccomi qui! Prima conoscenza (e sicuramente ultima !) con Jodi Picoult. E no, non cominciate ad insistere, a dire che devo darle un'altra chance, che scrive generi tanto diversi e dovrei provare altro. 
Io e lei ci siamo già dette addio! (no, dai Laura, sei troppo perentoria: rimanda l'esecuzione dopo che, fra quattro, anzi sei mesi, ti sarai ripresa e leggerai il suo libro più bello che è....appena lo scopro te lo dico)

Di cosa parla questo libro? Di elefanti. E poi? Di elefanti, elefanti ed elefanti! (in effetti abbiamo Maura, Hester, Kagiso, Syrah, Dionne, Wanda, Wimpy, Ursula e mooolti altri)
Belli gli elefanti, eh! Per carità: mastodontici, simpatici... certo, non esattamente l'animale che tutti vorremmo tenerci in casa, ma carini! Ma da qui a leggerne vita, morte e miracoli per più di un terzo del romanzo, ce ne passa! (più di un terzo? sei troppo buona in questo caso!)

Ad intervallare tutte le nozioni da documentario stile National Geographic, c'è la storia di Jenna, tredicenne alla disperata ricerca della madre, Alice, sparita ormai da un decennio. 
La Picoult ci descrive Jenna come la classica adolescente poco integrata, secchiona, solitaria. 

Per le prima 80 pagine la storia scorre che è una meraviglia (nonostante il documentario di cui sopra, che, però, risulta inizialmente anche abbastanza interessante!). Poi il crollo: il ritmo rallenta, la storia diventa noiosa, prolissa, spossante. 
Già dopo le prime 100 pagine si ha la sensazione che l'autrice abbia iniziato ad allungare il brodo con una sicumera di nozioni, dettagli e descrizioni che non hanno fatto altro che rendere snervante quella che, invece, era una storia con un certo potenziale. (secondo me lo ha fatto di proposito, per rendere il finale ancora più sconvolgente perchè senza tutta questa attesa assurdamente dilatata non avrebbe avuto lo stesso potere dirompente)
Storia che ci viene narrata da più voci: quella di Jenna, quella di Alice, quella di Virgil (il detective assunto da Jenna per ritrovare la madre) e, infine, Serenity, la sensitiva. 
Ecco: le parti narrate da Alice, personalmente, le avrei stracciate, pagina dopo pagina, perché sono quelle che, personalmente, ho trovato più noiose e, a tratti, quasi inutili. (veramente a me hai scritto che se Alice non era morta, per il nervoso, la facevi volentieri fuori tu! pauraaaa)

Viceversa, un po' più di brio, almeno inizialmente, si riscontra nella narrazione di Serenity, che tende a dare un certo sollievo alla lettura! (Serenity con i suoi capelli rosa zucchero filato è un gran personaggio)

In conclusione, per la prima metà della lettura, il mio parere era abbastanza positivo; ma è definitivamente ed irrimediabilmente crollato man mano che le pagine scorrevano tra le mie mani.
Grazie Jodi, a mai più rileggerci! (noooo, gli elefanti non dimenticano, come le fan della Picoult! lo sai, vero, che è una delle scrittrici preferite della Stefania??a tuo rischio e pericolo)

*i miei commenti alla recensione di Lea, nel suo blog*



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CONVERSATION

24 pensieri dei lettori:

  1. Oh, mi è sembrato di capire la parola Elefanti! Belli elefanti, simpatici e pucciosi. Peccato, sono quasi sicura che se avessi letto altro probabilmente avresti amato la Picoult, ma quando la delusione è troppo grande capisco la voglia di fare ciao ciao con la manina.

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  2. Ciao Laura, bella idea la recensione a doppi occhiali! 😂
    Direi che sei stata più cattivella di Lea nel voto. Lei possibilista, tu decisamente .... anche no!
    Vorrei leggere anch'io qualcosa di questa autrice, ma penso - data proprio la Vs recensione - che proverò a scegliere un altro dei suoi romanzi....
    Proprio bello leggere in contemporanea il vs - doppio - pensiero!
    Complimenti e ...... ciao! , Marina

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    1. Magari fatti consigliare qualcosa da Lea, che sicuramente ha un occhio più allenato nello scovare bei romanzi!

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  3. La tentazione di non rivolgerti più la parola è stata grande, ma poi ho realizzato che ti avrei fatto un favore. Quindi continuerò a parlarti per taaaaaaaaanto tempo ancora e ogni giorno ti saluterò con "Elefante!"
    Bacci - degli elefanti -

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  4. Un elefante si dondolava sopra il filo di una ragnatela.....
    È la prima cosa che mi è venuta in mente XD

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  5. Mi è semblato di vedele un elefante! :D
    Diciamo che vorrei conoscere la Picoult ma magari parto da altro!

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  6. Ecco. Non ho letto Leaving ma ho avuto le stesse impressioni che avete avuto voi su questo romanzo leggendo La solitudine del lupo. Lì anziché elefanti c'erano lupi, ma a parte questa differenza la sensazione di brodo allungato era la stessa. Ed è un peccato, perché invece La custode di mia sorella l'avevo amato tantissimo. Peccato davvero.

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    1. E-L-E-F-A-N-T-I ... io sto ancora così O.O

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  7. Dunque, io presumo che questa recensione dovrebbe costituire un monito per tutti i potenziali lettori, insomma una cosa tipo "Lasciate ogni speranza o voi che entrate ... in mezzo agli elefanti!" (uhuhuuhuuuu!!!).
    E invece no. Forse sono io che ho qualche rotella fuori posto, ma ho appena deciso una cosa: chiusa la prossima sessione di esami, questo è il primo libro che mi metto a leggere.
    Perché? Perché sì, perché mi avete troppo incuriosita.

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  8. No Laura non mollare la Picoult! La custode di mia sorella è meraviglioso, così come Il colore della neve (invece 19 minuti l'ho trovato noioso). Farò come Stefania, continuerò a stressarti. Ma magari questo aspetto un attimo a leggerlo

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    1. No no, ci manca pure che mi appalli con quel libro! Per la cronaca: se insistete è peggio, eh!

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  9. Mi è piaciuto molto fare questa "cosa"insieme a te. :)
    Elefanti ....li amo!
    Lea

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    1. Anche io mi sono divertita tantissimo! Ho scoperto un lato di te che mi era ancora sconosciuto! Esperienza da ripetere assolutamente!

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  10. Dopo quella della Chevalier cade la testa anche della Picoult...Posso chiamarti il Boia della narrativa? A parte gli scherzi credo proprio che farò un tentativo con questa scrittrice, ma con un suo romanzo degli esordi.

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    1. Boia non me l'aveva mai detto nessuno! Prendo nota pure di questo appellativo!!

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  11. Che peccato! Di questa autrice porto ancora nel cuore "La custode di mia sorella"... peccato questo scivolone. Buon fine settimana.

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