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Recensione IN ANTEPRIMA 'La vita segreta e la strana morte della signorina Milne' di Andrew Nicoll - Sonzogno

la vita segreta e la strana morte della signorina milneSINOSSI

Nulla è come sembra a Broughty Ferry, tranquillo paesino sulla costa scozzese. Jean Milne, ad esempio, è una matura zitella che vive sola in una lussuosa villa di ventitré stanze (quasi tutte chiuse) ed è, per i suoi concittadini, un modello di rispettabilità. Eppure, quando viene trovata brutalmente assassinata nella sua abitazione con i piedi legati e il cranio fracassato, l’immagine pubblica, che così a lungo ha resistito, comincia a incrinarsi. Chi può avere ucciso in maniera tanto feroce una signora così riservata? E perché, di colpo, conoscenti e testimoni diventano elusivi e reticenti? E chi è l’uomo che, su carta violetta, le ha scritto, alla vigilia dell’assassinio, una lettera a dir poco personale? La notizia del crimine si diffonde rapidamente per tutta la Gran Bretagna, suscitando nei lettori delle gazzette una curiosità così morbosa che la polizia si sente subito sotto pressione: bisogna trovare un colpevole e bisogna trovarlo in fretta, anche a costo di qualche procedura non proprio scrupolosa. A indagare, con i più moderni ritrovati della scienza investigativa (siamo nel 1912), viene chiamato da Glasgow l’ispettore Trench, un esperto per i casi più difficili, affiancato dall’attento sergente Frazer, agente della polizia locale. Man mano che i due scavano nella vita della signorina Milne, i segreti della sua esistenza vengono a galla. E alla fine sarà uno shock per tutti. Basato su una storia vera, e ricostruito grazie a una meticolosa ricerca negli archivi della polizia e nei giornali dell’epoca, questo caso viene riaperto con sapiente talento narrativo e tocchi di britannico humour.

TITOLO:
La vita segreta e la strana morte della signorina Milne The Secret Life and Curious Death of Miss Jean Milne
AUTORE: Andrew Nicoll
TITOLO ORIGINALE:
The secret life an curious death of Miss Jean Milne
TRADUZIONE A CURA DI:
Marinella Magrì
EDITORE: Sonzogno
DATA DI PUBBLICAZIONE:
25 febbraio 2016
PAGINE: 352
TRAMA  PERSONAGGI  STILE  
INCIPIT FINALE COPERTINA




Ho terminato la lettura di questo libro poco più di due ore fa e, mentre cenavo, il mio cervello si arrovellava per cercare di capire se si tratta di un capolavoro o di un mezzo fiasco!
Alla fine, sono giunta alla conclusione che, tutto sommato, si tratta di una storia senza infamia e senza lode; una storia con un ottimo incipit e un grande picco a pochi capitoli dalla fine, ma che si perde nel mezzo.

La signorina Milne che dà il titolo al romanzo, è una benestante e nubile sessantenne scozzese che, già nelle prime pagine, troveremo barbaramente uccisa.
La storia, ambientata sul finire del 1912, ci viene raccontata attraverso la voce del sergente Fraser, che, con la discrezione tipica dell'epoca, ci accompagnerà durante lo svolgimento delle indagini.
Indagini che, ovviamente, vanno rapportare all'epoca in cui la storia si svolge; quindi non aspettatevi nulla di altamente scientifico e, soprattutto, poca azione e nessuna suspense.

La narrazione procede lenta, pagina dopo pagina e probabilmente è una scelta stilistica dell'autore quella di allineare stile ed epoca in maniera univoca. Insomma, sembra quasi questo libro sia stato scritto davvero cent'anni fa!
Purtroppo, questa scelta penalizza un po' lo scorrere della storia.

La signorina Jean Milne ci rimarrà praticamente sconosciuta per più di due terzi del libro. Questa cosa, per quanto mi riguarda, non è riuscita a farmi sentire parte della storia: il fatto di non sapere nulla sul conto della vittima l'ha resa assolutamente impersonale ed è stato impossibile creare una sorta di empatia con lei.
Insomma, la scelta dell'autore di presentarci codesta donna solo alla fine della storia è stata, a parer mio, un danno per l'intero libro.

Come ho detto, buona parte del romanzo si concentra sullo svolgimento delle indagini.
I due protagonisti principali saranno Mr Trench, un famoso investigatore, e Howard Sempill, il comandante del dipartimento di polizia.
Mentre il primo cercherà di trovare il colpevole, il secondo si limiterà a prendere di mira un piccolo truffatore e a cercare, anche in maniera poco lecita, di farlo condannare.
Se l'autore sperava di rendere più avvincente la storia in questo modo, ha sicuramente fallito. Vedere questo poliziotto che cerca di far condannare un innocente, ha solamente alzato la mia latente irritazione.

A poche pagine dalla fine, finalmente, quasi si fosse accorto di aver omesso parti essenziali, Andrew Nicoll ci racconta chi era Jean Milne, come e da chi è stata uccisa. Se, per un attimo, ho avuto l'impressione che, finalmente, la storia salisse di livello, purtroppo mi sono dovuta ricredere dopo poche pagine.

Tutto sommato il libro è apprezzabile, se si passa sopra alla mia personale irritazione; ho trovato apprezzabile ed originale la scelta dell'autore di adeguare la scrittura all'epoca in cui la storia è ambientata.
Ma mi è anche parso che alcune parti del romanzo siano state invertite. Probabilmente, conoscere meglio la vittima e le circostanze dell'omicidio sin dall'inizio, aiuterebbe il lettore ad immedesimarsi di più nella storia.

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CONVERSATION

11 pensieri dei lettori:

  1. Non so perché, ma ti immagino con un foglio pieno di obiettivi inerenti il romanzo che tu spunti sapientemente ripetendoti "questo sì, questo no". Alla fine, ritengo che il risultato sia stato più vicino al no per cui penso proprio che passerò. Mi sembra tanto un libro sul quale mi addormenterei. Hai visto? Ora ti immagino anche mentre recensisci :D Insomma, ho detto tutto per oggi! Bye, bye

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    1. Maestà, ma lei ha una telecamera piazzata nella stanza librosa? Questa cosa mi inquieta!!

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  2. Eccoti! aspettavo il tuo pensiero, che in parte mi avevi già anticipato; alcune perplessità sono anche le mie, in realtà alcuni passaggi dell'indagine a me rimangono vagamente oscuri! in serata spero di postare anche la mia recensione :)

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  3. Anche io lo leggerò in anteprima e la tua recensione un pò mi preoccupa... Speriamo bene... ciao Maria

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    1. Brutto non è. Forse, ci si aspetta qualcosa di diverso leggendo la sinossi. Aspetto di sapere cosa ne pensi!

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  4. Io passo. Ma quando ti imbatterai in un giallo inglese veramente, veramente stile miglior Christie batti un colpo.
    Sono a caccia, ma inutilmente.
    un saluto da lea

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    1. Eh, con me caschi male. I gialli non mi piacciono.

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  5. L'ho letto anch'io per la Sonzogno e ne sono rimasta piacevolmente colpiva. Non credevo che mi potesse entusiasmare così tanto.

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    1. Meno male. Io non sono rimasta delusa, ma neanche così entusiasta!

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