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Recensione 'Ballando ad Auschwitz' di Paul Glaser


SINOSSI
Cresciuto in una devota famiglia cattolica nei Paesi Bassi, Paul Glaser, già adulto, scopre di avere origini ebraiche. Turbato da questa rivelazione casuale, Paul cerca di capire cosa è successo alla sua famiglia durante la Seconda Guerra Mondiale, il motivo di un silenzio così lungo sulla propria identità, e il motivo della misteriosa frattura fra suo padre e Rosie, zia di Paul. Rosie Glaser, ebrea non praticante, è una donna magnetica, sensuale, esuberante, astuta, innamorata del ballo che neppure quando i nazisti prendono il potere si spaventa, e anzi apre una scuola di ballo nell'attico dei suoi genitori, naturalmente illegale. Tradita dagli uomini di cui si fidava, arrestata dalle SS, finisce ad Auschwitz. Nel campo di concentramento è determinata a sopravvivere, utilizzando tutti i mezzi a sua disposizione, anche la sua passione per il ballo, anche la sua capacità seduttiva, messa a dura prova negli stenti cui è costretta. Delle milleduecento persone che sono arrivate con lei ad Auschwitz, solo otto sono sopravvissute. E tra loro c'è Rosie. Tante Roosje
Illustrato da una ricca selezione di foto, Ballando ad Auschwitz è insieme la cronaca di un'indagine e di una scoperta che cambiano la vita di un uomo, Paul Glaser; e anche il ritratto di una donna straordinaria, segnata dall' amore, dal tradimento e dal coraggio.
TITOLO: Ballando ad Auschwitz
TITOLO ORIGINALE:
Tante Roosje
AUTORE: Paul Glaser
TRADUZIONE A CURA DI:
EDITORE:
Bompiani
DATA DI PUBBLICAZIONE: 15 gennaio 2014
PAGINE: 320
CODICE ISBN: 9788845275579
PREZZO: 18.00 €
E-BOOK: 10.99 €
TRAMA 6
PERSONAGGI 5
STILE 5
INCIPIT 5
FINALE 5
COPERTINA 7


Probabilmente ha ragione Daniela quando dice che il mercato – Auschwitz è saturo. Probabilmente ho letto talmente tante storie su Auschwitz, che ormai non c'è quasi più nulla che possa tenere desta la mia attenzione. Fatto sta che questo libro in particolare, che, dalla sinossi, sembrava un po' meno scontato, si è rivelato talmente noioso che, spesso, durante la lettura, ho faticato per rimanere sveglia. Al punto che, per leggere 300 pagine ho impiegato 5 giorni!
Il libro si divide in due parti: nella prima, l'autore, Paul Glaser, ci racconta di come ha scoperto le sue origini ebraiche e di come abbia riallacciato i rapporti la famiglia di suo padre, persone di cui, spesso, ignorava l'esistenza stessa. Contemporaneamente, ci viene narrata la storia di Rosie, zia di Paul, che fu deportata ad Auschwitz.
Rosie è sempre stata una ragazza allegra, socievole, un po' ribelle un po' anticonformista.
A diciannove anni, litiga con i genitori e va a vivere col suo fidanzato. Quando lui muore, sposa un insegnante di ballo con cui apre una scuola di danza. Quando divorzia da lui, torna a casa dei genitori, ma, nonostante il padre venga deportato in un campo di lavoro, nonostante per gli ebrei entrino in vigore divieti e restrizioni, lei si ostina a voler portare avanti il suo stile di vita, al punto che sia lei che la madre verranno arrestate e deportate.
E proprio questo è il motivo per cui lei e suo fratello John, padre di Paul, non avranno più alcun tipo di rapporto: John l'ha sempre ritenuta responsabile dell' arresto della madre.
Personalmente, ho trovato il personaggio di Rose particolarmente irritante: passa da un uomo all' altro come se nulla fosse, si ostina a ribellarsi alle regole che il regime nazista impone agli ebrei.
E qui c'è da aprire una parentesi: è abominevole ciò a cui è stato sottoposto il popolo ebreo. Non c'è nulla che possa, anche in minima parte, giustificare le privazioni, le torture e le morti di un intero popolo.
Il punto, in questa storia, è un altro: Rose decide di non cucire la stella di David sui suoi abiti, di aprire una scuola di ballo clandestina, di usare dei documenti falsi per poter condurre lo stile di vita che ritiene le sia consono. E se questo, da una parte risulta ammirevole, se la sua voglia di vivere e di non piegarsi ad un regime totalitario può suscitare la stima del lettore, dall'altra non si può fare a meno di pensare che, se Rose avesse anche minimamente ceduto, lei e la madre, probabilmente, non sarebbero mai state arrestate e deportare.
Una persona è libera finché non lede la libertà altrui
E mentre la madre morirà in un campo di concentramento, in quegli stessi compi, Rosie, forte della sua giovinezza, della sua bellezza e delle sue capacità lavorative, riuscirà a sopravvivere, concedendosi a più di un soldato tedesco.
Più volte, durante la lettura, mi sono ritrovata a disprezzare questa donna e il suo modo di fare. E, a lettura conclusa, non ho potuto far altro che dar ragione al fratello: la madre è morta perché lei ha deciso di non obbedire.
Detto questo, il libro è veramente lento : non è altro che una sequela di racconti di Rosie e di quanto fosse bella, intelligente, elegante, di quanto le piacesse ballare e vivere... Bocciato!
TEMPO DI LETTURA: 5 giorni

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