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Recensione 'Steve Jobs' di Walter Isaacson - Mondadori

SINOSSI
Più di quaranta colloqui personali con Steve Jobs in oltre due anni, e più di cento interviste a familiari, amici, rivali e colleghi, hanno permesso a Walter Isaacson di raccontare l'avvincente storia del geniale imprenditore la cui passione per la perfezione e il cui carisma feroce hanno rivoluzionato sei settori dell'economia e del business: computer, cinema d'animazione, musica, telefonia, tablet, editoria elettronica. Mentre tutto il mondo sta cercando un modo per sviluppare l'economia dell'era digitale, Jobs spicca come la massima icona dell'inventiva, perché ha intuito in anticipo che la chiave per creare valore nel ventunesimo secolo è la combinazione di creatività e tecnologia, e ha costruito un'azienda basata sulla connessione tra geniali scatti d'immaginazione e riconosciute invenzioni tecnologiche.
Nonostante abbia collaborato in prima persona alla stesura di questo libro, Jobs non ha imposto nessun vincolo sul testo Né ha preteso di leggerlo prima della pubblicazione. E non ha posto alcun filtro, incoraggiando anzi i suoi conoscenti, familiari e rivali a raccontare onestamente tutta la verità. Lui stesso parla candidamente, talvolta in maniera brutale, dei colleghi, degli amici e dei nemici, i quali, a loro volta, ne svelano le passioni, il perfezionismo, la maestria, la magia diabolica e l'ossessione per il controllo che hanno caratterizzato il suo approccio al business e i geniali prodotti che ha creato. Trascinato dia suoi demoni, Jobs poteva scatenare l'ira in chi gli stava vicino o indurlo alla disperazione. Ma la sua personalità e i suoi prodotti erano una cosa sola, come l'hardware e il software di Apple, parti di un sistema integrato.
Dall'infanzia con la famiglia adottiva all'adolescenza tra i pionieri dell'informatica, dal soggiorno in India in cerca del lato spirituale dell'esistenza alla nascita di Apple, dal successo commerciale all'uscita temporanea dall'azienda, dal boom planetario nell'ultimo decennio alla lotta contro la malattia: la sua storia, ricca di lezioni su innovazione, leadership e valori fondamentali, ci insegna e allo stesso tempo ci è di ammonimento. L'unica biografia autorizzata del creatore di Apple ci svela i segreti dell'uomo che ha davvero cambiato il nostro modo di pensare. Un libro che va letto come il testamento intellettuale e spirituale che Jobs lascia al mondo intero.
TITOLO: Steve Jobs
TITOLO ORIGINALE: Steve Jobs
AUTORE: Walter Isaacson
TRADUZIONE A CURA DI: Paolo Canton, Laura Serra, Luca Vanni
EDITORE: Mondadori
DATA DI PUBBLICAZIONE: 24 ottobre 2011
PAGINE: 642
PREZZO: 20.00 €
E-BOOK: 9.99 €
La mia valutazione:


STEVE JOBS: un grande genio? O un grande stronzo? Questo sarebbe il titolo perfetto per la recensione di questo libro!
Tutti conosciamo il personaggio Jobs, pochi sono a conoscenza della persona Steve.
Quando scoprì di avere il cancro, Jobs chiamò Isaacson per chiedergli di scrivere la sua biografia. La motivazione era
Volevo che i miei figli mi conoscessero. Non sono stato sempre presente e desideravo che sapessero per quali ragioni e capissero ciò che ho fatto. Quando mi sono ammalato, poi, mi sono reso conto che se fossi morto altri avrebbero scritto sul mio conto senza sapere un bel niente. Avrebbero raccontato cose sbagliate. Quindi ho voluto assicurarmi che qualcuno ascoltasse ciò che avevo da dire.
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Walter Isaacson ci dice
Questo è un libro sulla vita segnata da alti e bassi e sulla personalità tormentosamente carismatica di un imprenditore creativo, la cui passione per la perfezione e il cui carisma feroce hanno rivoluzionato sei settori di attività: personal computer, cinema di animazione, musica, telefonia, tablet pc e editoria elettronica.
Steve Jobs era figlio adottivo di Paul e Clara Hagospian. Sin dall'età di 7 anni fu a conoscenza del suo status di bambino adottato. Quando Clara morì, Steve aveva circa trent'anni, aveva da poco perso la Apple e decise di cercare la madre naturale. La trovò e scoprì di avere anche una sorella, Mona, con cui instaurò un buon rapporto. Col padre naturale, invece, non volle mai avere a che fare. C'è però un particolare della sua vita raccontato nel libro che ci svela che Steve, inconsapevolmente, aveva incontrato più di una volta il padre biologico: andava spesso a mangiare in uno dei ristoranti che quest'ultimo gestiva. Il padre, ovviamente, non sapeva che Steve fosse suo figlio, però, parlando con Mona, le disse: "Steve Jobs veniva spesso a mangiare nel mio ristorante. Era proprio una brava persona".
I suoi genitori adottivi fecero in modo, tra mille difficoltà economiche, di fargli frequentare l'università. Ma lui abbandonò gli studi perché li riteneva noiosi.
Nel 1974 iniziò a lavorare alla Atari. Il suo stile di vita, che lo portava a mantenere dei regimi alimentari estremi e a non avere particolare cura dell'igiene personale, costrinsero i dirigenti a relegarlo al turno di lavoro notturno per evitare scontri continui con i suoi colleghi.
Il primo punto di svolta nella vita di Steve arriva con l'amicizia tra lui e Stephen Wozniak. Entrambi appassionati di tecnologia, cominciarono a costruire il primo computer nel garage dei genitori di Steve.
Da lì alla nascita della Apple il passo fu breve. Il 3 gennaio 1977, Steve Jobs, Stephen Wozniak e Ronald Wayne fondarono la Apple Computer Co., il cui capitale sociale ammontava a 5309 dollari.
Pochi anni dopo, il 12 dicembre 1980 la Apple fu quotata in borsa per la prima volta. A 25 anni, Steve Jobs valeva 256 milioni di dollari.
Il genio di Steve Jobs consisteva nell'aver capito che
la gente giudica effettivamente un libro dalla copertina.
Si potevano anche avere i prodotti migliori e della miglior qualità e con il software più utile, ma se venivano presentati in maniera sciatta erano percepiti come sciatti. Questo portò Jobs ad avere una cura maniacale non sono per i prodotti che creava, ma anche per le confezioni che li avrebbero contenuti. Mentre tutti sostenevano che una volta tirato fuori un computer dalla sua scatola, questa veniva gettata via, Jobs si premurava di creare confezioni accattivanti (io conservo gelosamente le scatole del mio iPhone e del mio iPad!!!).
Steve, come detto, aveva un carattere molto particolare. Di lui Bill Gates disse che era: "Fondamentalmente strano e stranamente difettoso dal lato umano". D'altronde, Steve ha definito Gates: "Intellettualmente limitato"!
Irascibile, scontroso, privo di qualunque tipo di empatia verso le persone che lo circondavano, arrogante, permaloso, Jobs era in grado di mortificare le persone urlandogli contro. Questo suo carattere, ovviamente, gli ha creato non pochi problemi sia nella sfera privata che in quella professionale. Di lui dissero: "È sempre stato un perfezionista maniaco del controllo. Chi non si impegnava a rendere perfetto il suo prodotto, per lui era un imbecille".
Nel 1984 la Apple lanciò il Macintosh con una campagna pubblicitaria assolutamente innovativa.
Campagna pubblicitaria Macintosh 1984
In quell'occasione fu chiaro a tutti che Steve Jobs era un grande maestro nel lancio dei prodotti. La cura maniacale che aveva per i dettagli, lo spingeva a controllare e ricontrollare sino all'ultimo ogni minimo particolare.

Presentazione Macintosh

Nel giorno in cui presentò il Macintosh, un giornalista chiese a Jobs che tipo di ricerche di mercato avesse fatto. Jobs gli rispose: "Alexander Graham Bell ha fatto qualche ricerca di mercato prima di inventare il telefono?"
Uno dei grandi amori professionali fu John Sculley, allora Presidente della divisione Pepsi Cola della PepsiCo. Jobs fece di tutto per portarlo alla Apple
Vuoi passare il resto della tua vita a vendere acqua zuccherata o vuoi avere la tua occasione per cambiare il mondo?
Finché durò, l'idillio fu produttivo. Rotto l'incantesimo, però, l'avvento di Sculley costò a Jobs l'estromissione dalla Apple.
A trent'anni, ricco e giovane, Jobs si ritrovò senza nulla da fare. E decise di fondare la NeXT. Reclutò alcuni dei suoi vecchi collaboratori Apple, motivo per cui proprio la Apple dichiarò di volerlo citare in giudizio. La sua risposta, in pieno stile Jobs, fu
È difficile immaginare che una società da due miliardi di fatturato con 4300 dipendenti abbia difficoltà a competere con 6 persone in blue jeans.
Nell'ottobre 1988, la NeXT lanciò il suo primo computer. Purtroppo, il successo non fu quello sperato.
Nel 1986, Jobs entrò a far parte della Pixar. Sotto il suo dominio sono nati capolavori dell'animazione come Toy Story, Alla ricerca di Nemo, Monsters & Co., Cars...Con l'avvento degli anni '90 e sotto la guida di Sculley, la Apple era in declino.
Il secondo punto di svolta è vicino: nel 1996 la Apple acquisisce la NeXT. Steve Jobs rientra in Apple con una retribuzione di 1 $ l'anno. In poco tempo, facendo fuori l'allora Presidente Gil Amelio, Jobs riprese il controllo della sua Apple!
Nel primo anno dal suo rientro, Jobs licenziò più di 3000 dipendenti.
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Durante la sua seconda vita alla Apple, Jobs trovò la sua metà della mela in Jonathan Ive. Ive era il suo compagno d'avventura con cui cercare la vera semplicità. imac_three_quarter_largeIl primo grande trionfo prodotto dalla loro collaborazione fu l'iMac. Era il primo personal computer senza slot per i floppy disk, a conferma di quanto Jobs vedesse nel futuro.
Era un computer curvilineo, divertente, con una scocca in plastica semi-trasparente colorata. Messo in vendita nell'agosto 1998 a 1299 $, il primo iMac vendette 278 mila esemplari in sei settimane e 800 mila entro la fine dell'anno. La cosa che stupì fu che il 32% degli acquirenti acquistavano un pc per la prima volta e il 12 % arrivavano da un'esperienza con Windows.
La semplice linearità di Jobs si nota anche nel suo guardaroba: jeans e l'inconfondibile dolcevita nero, la cui nascita Jobs racconta in questo modo
Avevo provato a proporre una divisa ai dipendenti Apple. Mi cacciarono via a fischi. Così, chiesi a Issey Miyake di confezionarmi un dolcevita nero come quello che indossavo. Me ne ha fatti avere 100!
Il primo decennio del 2000 è stato sicuramente il più produttivo per Jobs e la Apple. A maggio del 2001 fu inaugurato il primo Apple Store, in Virginia.
Il 23 ottobre 2001 fu lanciato il primo iPod. Qualche mese dopo, nell'aprile 2002, Jobs presentò iTunes Store, per dar modo agli utenti di acquistare musica a basso costo, velocemente e in maniera legale
Con iTunes smettere di rubare musica. È karma positivo!
Furono venduti un milione di pezzi musicali in 6 giorni.
Nel gennaio 2007, Jobs presenta il primo iPhone, che fu definito JESUS PHONE (il telefono divino).
Tre ani dopo, fu la volta dell'iPad, che vendette un milione di pezzi in un mese. jobs_economist_coverL'Economist mise Jobs in copertina con un'aureola in testa e l'iPad in mano. La definizione generale fu che
l'ultima volta che una tavoletta ha provocato così tanta eccitazione, portava incisi dei comandamenti.
In tutto ciò, però, a Jobs venne diagnosticato un tumore neuroendocrino pancreatico, che lo porterà ad estenuanti cure e, sei anni dopo, a dover subire un trapianto di fegato. Era il 21 marzo 2009. Due mesi dopo, Steve era nuovamente al lavoro alla Apple.
Di Jobs si è detto molto, forse troppo. Famoso è il suo campo di distorsione della realtà: ti affascina con lo sguardo e ti porta a pensare che ciò che lui desidera sia assolutamente realizzabile.
Lyons ha affermato: "Steve ha un'abilità incomparabile nel creare gadget che non sapevamo ci fossero necessari, ma senza i quali non sappiamo più vivere".
Arrivati alla stesura finale del libro, Jobs, smagrito e sofferente, parlando della morte, disse ad Isaacson
Forse si tratta solo di un pulsante on/off. "Clic!" e te ne vai. Forse – disse – è per questo che non mi è mai piaciuto mettere pulsanti on/off sugli apparecchi Apple.
Non è facile recensire un libro come questo. foto (2)Durante la lettura ho sottolineato, preso nota, fatto ricerche. Arrivata alla fine, mi sono resa conto che Jobs può scindersi in due parti: c'è Jobs uomo di successo, affascinante, capace di creare prodotti assolutamente rivoluzionari. QUESTO È IL GENIO!Poi c'è Steve: un ragazzo che cerca di far convivere la sua mente scientifica e il suo lato artistico, il suo amore per la purezza e la perfezione
la personalità di Jobs ha sempre trovato riflesso nei prodotti da lui creati
Era quasi ascetico, seguiva regimi alimentari assurdi; negli anni pre-Apple fece uso di LSD, andò in India, non si lavava e andava in giro scalzo. QUESTO È LO STRONZO!
Una cosa è certa:
chi usa un prodotto Apple può provare lo stesso sublime trasporto di chi passeggia in uno dei giardini zen di Kyoto tanto cari a Jobs
Ho sempre pensato che gli acquirenti Apple fossero dei fanatici, chiusi nel loro mondo fatto di applicazioni, di iTunes, di iCloud...Vedevo la gente intorno a me esaltare il proprio iPhone, vedevo mio marito col iPad sempre tra le mani (io avevo un Samsung Galaxy Tab e lo tenevo spento e chiuso in un cassetto); sentivo dire "faccio una foto con l'iPhone" invece del solito "faccio una foto col telefono" oppure "mando una mail con l'iPad" invece di "mando una mail col tablet". Probabilmente, questa è una delle più grandi e palesi distinzioni tra utenti Apple e utenti comuni: chi ha un prodotto Apple lo definisce, non lo generalizza.
Li ho sempre definiti FOLLI! La Apple è un mondo CHIUSO. Io voglio vivere in un mondo aperto. Insomma, ero un po' come Bill Gates.
Poi, qualche mese fa, quando il mio smartphone Samsung ha cominciato a dare segni di cedimento (un anno e qualche mese, questo è lo standard di vita di un Samsung di alta fascia) e mentre il tablet sonnecchiava nel solito cassetto, la mia dolce metà mi ha messo tra le mani un iPhone 5 e un iPad Air.
Il mio mando è cambiato! Navigo, telefono, posto sul blog, modifico foto, leggo, scrivo e faccio altre mille cose!
In questi giorni di forzato riposo, tanto il blog quanto la pagina Facebook non avrebbero avuto vita senza il mio iPad (no, non potevo tenere il notebook sulle gambe).
Adesso faccio parte di un mondo CHIUSO. Ma è un BELLISSIMO MONDO CHIUSO!
Quindi, se fate parte anche voi di questo mondo, leggete questo libro (se non lo avete già fatto), perché è davvero ben scritto! Se, invece, non siete ancora adepti Apple, leggetelo pure, ma sappiate che la controindicazione maggiore è che, appena lo chiuderete, sentirete il bisogno assoluto di avere un iPhone! E poi un iPad! E poi un MacBook!
Se non amate leggere (che ci fate nel mio blog?), sappiate che mio marito, detto anche IL.NON.LETTORE, ha divorato questo libro in una settimana.
Ah, ancora una cosa...
SENZA STEVE IL MONDO È UN PO' MENO BELLO.
VOTI
Trama  10
Personaggi  10
Stile  9
Incipit  9
Finale  10
Copertina  10
Voto complessivo  9.7
L'autore: Walter Isaacson è stato caporedattore della rivista Time, amministratore delegato e presidente della CNN. Attualmente è amministratore delegato dell'Aspen Institute. È autore di numerosi libri, tra cui Kissinger. A biography, Benjamin Franklin. An American Life, The Wise Men. Six Friends and the World The Made (con Evan Thomas) ed Einstein. La sua vita, il suo universo.

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