Enter your keyword

domenica 31 marzo 2013

Recensione "Se per un anno una lettrice" di Nina Sankovitc - Bur Rizzoli

By On marzo 31, 2013

Autore: Nina Sankovitch
Editore: BUR Biblioteca Universale Rizzoli
Data di pubblicazione: 11 ottobre 2011
Pagine: 274
Prezzo: 10,90 €
Versione e-book: 4,99 €

Trama: Dopo la morte della sorella, Nina è alle prese con un dolore impossibile da elaborare. Finché, un giorno, trova un angolo tranquillo, apre un libro e ci si tuffa dentro. Eccola, la soluzione: concedersi una pausa e nutrice la mente per ritrovare la voglia di vivere. Inizia così l'avventura di Nina, che per un anno leggerà un libro al giorno, recensendolo poi sul suo blog, ReadAllDay.org. Questo volume è il risultato di quell'esperimento, che ha attirato l'attenzione dei media di tutto il mondo. Nina non racconta solo dei libri con cui ha viaggiato nello spazio e nel tempo, ma parla anche di sé, di amore, di violenza, della sua famiglia.


Voti:

Trama  9
Personaggi  7
Stile  7
Incipit  9
Finale  8
Copertina  9
Voto complessivo  8.2


Ogni lettore che si rispetti dovrebbere leggere questo libro. E' uno di quei volumi che dovrebbe portare l'etichetta "questo libro può cambiarti la vita"!
Ho profondamente invidiato Nina, la protagonista, e la sua possibilità di poter leggere, indisturbata (o quasi) un libro al giorno per un intero anno. Io, circondata da un marito, un figlio di 8 anni, 3 cani e 3 gatti, devo accontentarmi di ritagliare minimi spazi da dedicare alla lettura! Eppure, l'amore per quest'arte (sì, leggere è un'arte!), mi porta a leggere in ogni momento, in ogni luogo e in ogni situazione e ad avere sempre con me un libro (o l'e-reader) ovunque io vada!
Uno dei passaggi che mi ha colpita di più, in questo libro, è quello in cui Nina parla dei libri che gli amici, a conoscenza di questo suo "esperimento di lettura", iniziano a prestarle o a consigliarle di leggere. Ovviamente, Nina dovrà recensirli e la sua paura è quella di rischiare di perdere un amico perché, magari, il libro che lui le ha prestato, non è stato da lei ugualmente amato: "Le persone condividono i libri che amano. Vogliono trasmettere ad amici e familiari il benessere che hanno provato quando lo hanno letto e le idee che hanno trovato in quelle pagine. Condividendo un libro amato, si sta cercando di condividere la stessa eccitazione, il piacere e i brividi della lettura. Per quale altro motivo farlo? Condividere l' amore per i libri e per un libro in particolare è una bella cosa. Ma è anche un gesto delicato, per entrambe le parti. Il donatore non sta esattamente mettendo a nudo la propria anima perché l' altro possa darvi un' occhiata ma, quando offre un libro dicendo che è uno dei suoi preferiti, è come se lo stesse facendo. Siamo ciò che amiamo leggere e quando dichiariamo di amare un libro ammettiamo che rappresenta davvero alcuni aspetti di noi stessi, sia che ci struggiamo per il romanticismo o che bramiamo l' avventura o che siamo segretamente affascinati dal crimine." 
Personalmente, mi sento di consigliare la lettura di questo libro a chiunque ami i libri, ami leggerli e ami parlare di loro. Leggere questo libro porterà un po' di cambiamenti in ognuno di voi. Io ho deciso di dare il via a questo blog, proprio dopo averlo letto. Non sarà uno stravolgimento di vita, ma è già qualcosa!
Unica pecca di questo libro, se proprio vogliamo trovargliene una, è una certa ripetitività di alcuni episodi. Ma questo non toglie nulla allo splendore di queste pagine!
Infine, tratti proprio dal blog dell'autrice, eccovi i "Piccoli grandi consigli per noi lettori":

1. Porta sempre un libro con te
2. Leggi mentre sei in attesa
3. Leggi mentre si mangi
4. Leggi durante l'allenamento
5. Leggi prima di dormire
6. Leggi prima di alzarti dal letto
7. Leggi invece di aggiornare Facebook
8. Leggi invece di guardare la TV
9. Leggi invece di passare l'aspirapolvere
10. Leggi mentre passi l'aspirapolvere
11. Leggi con un gruppo di lettura
12. Leggi con il tuo bambino
13. Leggi con il tuo gatto
14. Leggi per il tuo cane
15. Leggi con un programma
16. Porta sempre un libro con te!

L'autore: Nina Sankovitch è nata in Illinois da genitori immigrati dalla Polonia e dal Belgio. Nel 2008 ha creato il blog ReadAllDay, che oggi ha uno spazio fisso sull' "Huffington Post". Vive nel Connecticut con il marito e quattro figli.

La mia valutazione:  Photobucket - Video and Image Hosting Photobucket - Video and Image Hosting Photobucket - Video and Image Hosting Photobucket - Video and Image Hosting Photobucket - Video and Image Hosting












venerdì 29 marzo 2013

Il libridinoso

By On marzo 29, 2013
Il "libridinoso" lo si riconosce da come rallenta davanti ad una libreria: non appena avverte la presenza di una grossa concentrazione di carta stampata, si blocca, dà uno sguardo morboso alla vetrina, vorrebbe allontanarsi ma non ce la fa, esita ancora un poco, poi alla fine, gettata la spugna, entra e si precipita verso il banco.

Magari quel giorno ha anche un po' fretta, un appuntamento di lavoro o d' amore, ma la tentazione è più forte di qualsiasi altro impegno: una forza sconosciuta lo scaraventa all' interno, lo costringe ad aggirarsi fra i banchi, a guardare freneticamente i titoli, i colori, le copertine e le fascette con le tirature. Cos' è che sta cercando con tanta disperazione? Ha forse bisogno di comprare qualche libro in particolare? Vuole informarsi sulle ultime novità editoriali? Niente di tutto questo: il "libridinoso" è semplicemente attratto dalla presenza dei libri, vorrebbe toccarne il più alto numero possibile, e, nei casi più gravi, vorrebbe annusarli.


Amare un libro, non solo per il contenuto, ma soprattutto per la sua fisicità, per il suo essere materia tangibile, è una malattia come un' altra. Per gli individui affetti da questo morbo il libro, una volta letto, cessa di essere una delle tante copie in circolazione di un testo e diventa parte integrante del proprio corpo e, come tale, non può essere più ceduto in prestito a nessuno. E' memoria viva, è carne della propria carne, è deposito distaccato dell' anima.

Il vizioso di solito, quando legge, sottolinea i passi preferiti. E' un modo come un altro per marchiare un testo, per metterci sopra la propria firma. Chi sottolinea una frase non lo fa per rintracciarla un domani più facilmente, ma solo per rendere visibile il suo gradimento. Quasi a significare: qui mi sono emozionato e voglio che si veda. A volte il "libridinoso" si affeziona persino ai libri che disprezza. Se qualcuno gli regala il romanzo di uno scrittore che non ama, lui, diligentemente, lo ripone in uno scaffale e lo abbandona per sempre alla polvere: non ne leggerà mai una pagina, ma non avrà nemmeno il coraggio di buttarlo via. Bello o brutto che sia resta sempre un libro e, in quanto tale, un oggetto da rispettare.

riflettiamo un attimo sull' utilità di una biblioteca domestica. Oggi una famiglia di buona cultura, tra romanzi, saggi e strenne natalizie, finisce quasi sempre con l' accumulare un migliaio di titoli: come dire un paio di metri cubi di casa da destinare ai libri vita natural durante. D' altra pare, come dice Ignazio Buttitta "una casa senza libri è una stalla". Ci si chiede: ma è poi così importante averli tutti a portata di mano? Quanti di essi verranno riletti? Che probabilità ha un romanzo come "Delitto e Castigo" di essere letto una seconda volta? Praticamente nessuna, eppure guai a chi lo tocca! Se per caso un amico ce lo chiede in prestito lo guardiamo con odio: sicuri che non ce lo restituirà mai, preferiremmo dargli direttamente i soldi del prezzo di copertina piuttosto che vederlo uscire con il nostro libro sottobraccio.

Qualcuno potrebbe obiettare che, a meno di manoscritti rari o di testi introvabili, in caso di mancata restituzione potremmo sempre ricomprarne un' altra copia. Sì, ma non sarebbe quel libro, quello sul quale abbiamo letto e ci siamo emozionati!


Luciano De Crescenzo



Il Lettore Vero

By On marzo 29, 2013
Il Lettore Vero è colui che non può fare a meno di aprire un libro almeno una volta al giorno.
Il Lettore Vero legge in qualunque situazione, in ogni luogo ed in ogni condizione. Non ci sono caldo o freddo, silenzio o rumore, luce o buio che possano fermare il Lettore Vero!
L'insonnia notturna, la fila dal medico, l'attesa alle poste, un viaggio in treno, la pausa pranzo...tutte situazioni in cui il Lettore Vero apre un libro e si perde in un altro mondo.
Il Lettore Vero è assolutamente incapace di passare davanti ad una libreria senza fermarsi per dare almeno un'occhiata alla vetrina! Se poi gli si concede di entrare, il Lettore Vero ne uscirà sicuramente "accompagnato" da almeno un paio di libri.
Il Lettore Vero è anche un assiduo frequentatore di biblioteche: luoghi ideali in cui fermarsi a leggere e, soprattutto, implementare la sua già infinita "lista dei desideri".
Il Lettore Vero riceve regali monotematici: forma rettangolare e spessore variabile sono sinonimo di libro. Non cercate di regalargli qualcosa di diverso: non apprezzerà! L'unica eccezione consentita è un buono spendibile in libreria.
Il Lettore Vero ama follemente la carta, il suono musicale delle pagine sfogliate, il profumo inebriante di uno stampato. Ma l'età (portare i libri in borsa agevola la comparsa di dolorini vari a schiena e spalle!), la mancanza costante di spazio in casa (se si hanno figli piccoli, si vive nel miraggio di una camera libera in un futuro non molto prossimo!) e l'impossibilità di ottenere un credito illimitato in libreria, hanno portato il Lettore Vero a cedere all'acquisto di un e-reader: non profuma, non è romantico come sfogliare un libri, ma pesa poco e puoi portare in giro migliaia di libri alla volta senza attaccarti ai fianchi un rimorchio!
Il Lettore Vero continua a chiedersi come abbia potuto sposare una persona che non legge neanche il bugiardino dei farmaci. Ma tant'è...l'amore è cieco!
La paura più grande del Lettore Vero è quella di non vivere abbastanza a lungo da riuscire a leggere tutto ciò che vorrebbe.
Il Lettore Vero ha un'invidiabile collezione di segnalibri, perché non bisogna MAI ripiegare gli angoli delle pagine.
Il Lettore Vero si premura di togliere la sovracopertina da ogni libro che legge...altrimenti si sciupa!
Il Lettore Vero ama avere amici che leggono, ma odia sentirsi chiedere in prestito i libri. Se proprio è costretto a cedere e prestarne uno, vive con ansia i giorni n cui il libro dimora in un'altra casa: tornerà? E se tornerà, in quali condizioni sarà?
Il Lettore Vero frequenta assiduamente Anobii, alla ricerca di nuovi spunti di lettura e col timore, ogni volta in cui legge una recensione su un libro appena acquistato, di aver buttato via i soldi.
Il Lettore Vero preferisce passare le sue serate sul divano, in compagnia di un buon libro.
Il Lettore Vero sogna ricorrentemente due cose: uno spazio infinito in cui riporre i suoi libri e un lavoro in una libreria!
Il Lettore Vero visita la pagina "Cose da Lettori" almeno 10 volte al giorno!

Laura  F.



mercoledì 27 marzo 2013

Recensione "Zia Antonia sapeva di menta" di Andrea Vitali - Garzanti

By On marzo 27, 2013


Titolo: Zia Antonia sapeva di menta
Autore: Andrea Vitali
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione:
16 novembre 2011
Pagine: 147
Prezzo: 13,90 €
Versione e-book: 9,99 €
Trama: <>
Suor Speranza ne è sicura: nel minestrone che ha distribuito ai pazienti della Casa di Riposo di Bellano l'aglio non l'ha fatto mettere di sicuro. Allora come mai Ernesto Cervicati, entrando nella stanza di zia Antonia, ha sentito quell'odore, invece dell'aroma inconfondibile e fresco della menta?
Ernesto conosce bene il rassicurante profumo delle mentine di cui è golosa la sua anziana parente. Certo meglio di suo fratello Antonio, che della zia non ha mai voluto saperne: gli interessava molto di più Augusta Peretti, una trentacinquenne ossigenata e vogliosa, nonché figlia di salumiere. Ernesto, invece, aveva accolto zia Antonia in casa sua e l'aveva accudita per tre anni, finché lei, un po' per non gravare troppo sul nipote, un po' per pudore, aveva deciso di trasferirsi all'ospizio.
Quel sorprendente odore d'aglio è un piccolo enigma. Forse è l'indizio di qualcosa di più grave. A indagare, oltre a Ernesto e all'energica suor Speranza, si ritrova anche il dottor Fastelli, medico dal carattere gioviale ma di grande sensibilità.
Intorno a questo profumato mistero, Andrea Vitali costruisce un romanzo carico di tenerezza, una di quelle storie che, come zia Antonia, ti accarezzano in un fresco abbraccio. Per poi regalarti, alla fine, una sorpresa!

Voti
Trama  8
Personaggi  9
Stile  9
Incipit  10
Finale  10
Copertina  6
Voto complessivo  8.7

Ed eccomi qua, nuovamente alle prese col nonno Andrea!!
Poco più di 100 pagine lette in meno di un'ora, che, come sempre, strappano un sorriso, qualche riflessione, un po' di nostalgia e lasciano dentro il sapore di tempi passati che non torneranno più.
Come sempre, siamo a Bellano, sul lago di Como e, come sempre, Vitali usa personaggi quotidiani, normali, gente della porta accanto, per portarci dentro una storia, dentro giornate di pura semplicità.
Siamo nel 1970, la radio trasmette a ripetizione Chi non lavora non fa l'amore, fresca vincitrice del Festival di Sanremo.
Ernesto Cervicati, come ogni giorno, va a trovare zia Antonia alla casa di riposo. Ma quando fa il suo ingresso nella camera, invece di essere avvolto dal profumo di menta che sempre ha avvolto la zia, viene investito dalla puzza d'aglio che permea la stanza.
Ernesto, un po' stranito, chiede spiegazioni a Suor Speranza, la madre superiora, che, come suo solito, recita: <>. Quindi è assolutamente impossibile che in camera di zia Antonia ci sia puzza d'aglio. Eppure è così, come può sentire lei stessa quando fa il suo ingresso nella stanza.
Da qui parte una serie di indagini ed equivoci che vedranno coinvolti, oltre al nipote Ernesto e a Suor Speranza, anche il dottor Aloisio Fastelli, medico del paese e della casa di riposo, che si troverà, suo malgrado, coinvolto nel piccolo giallo profumato d'aglio!
E poi c'è Antonio, fratello di Ernesto, che della zia Antonio non si è mai voluto occupare, che non parla con suo fratello da ben sei anni, che è tutto preso dalla platinata moglie Augusta.
Ma quando Antonio riceve, per errore, l'estratto conto bancario della zia, casualmente decide di rifarsi vivo!
Peccato che la zia decida di morire e che l'estratto conto sia stato stampato male: questo è ciò che dice Ernesto a suo fratello, quando ci sono da pagare le spese funerarie. Sul conto non ci sono 58 milioni, ma 580 mila lire.
Sarà così? Davvero la zia aveva tutti quei soldi o era solo un errore della banca?
Carinissimo libro da leggere realmente in meno di due ore.
Sarò di parte, ma Vitali riesce sempre a lasciarmi un sorriso sulle labbra che è difficile far andare via!
L'autore: Andrea Vitali nasce a Bellano il 5 febbraio 1956. Figlio di una maestra d’asilo e di un impiegato comunale, cresce con altri cinque fratelli.
Per soddisfare le ambizioni paterne, rinuncia alla sua inclinazione verso il giornalismo e si laurea in medicina all’Università vitaliStatale di Milano nel 1982. Sposato e padre di un figlio, vive ed esercita la sua professione di medico di base nel suo paese natale.
La passione per la lettura e la scrittura, tuttavia, lo spinge a cimentarsi in campo letterario, dove esordisce nel 1990 con il romanzo breve Il procuratore. Il successo arriva nel 2003 con Una finestra vistalago. L’immaginario narrativo di Vitali si colloca sulle sponde del lago e racconta una provincia fatta di personaggi comuni.

La mia valutazione: Photobucket - Video and Image Hosting Photobucket - Video and Image Hosting Photobucket - Video and Image Hosting Photobucket - Video and Image Hosting