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Recensione 'Il mio nome è Nessuno. Il giuramento' di Valerio Massimo Manfredi

il mio nome è nessuno
Titolo: Il mio nome è Nessuno. Il giuramento
Autore: Valerio Massimo Manfredi
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione:
6 novembre 2012
Pagine: 311
Prezzo: 19,00 €
Versione e-book: 9,99 €
Trama: Ulisse, Odysseo, Nessuno: l'uomo dal multiforme ingegno, il mito che solca i mari, l'eroe più formidabile e moderno di tutti i tempi è qui, in queste pagine. E ci parla in prima persona, raccontandosi con tutta l'umanità e il coraggio che lo hanno reso, lungo ventisette secoli, più immortale di un dio.
Dalla nascita nella piccola, rocciosa Itaca alla formazione di uomo e di guerriero al fianco del padre Laerte, dalle braccia materne della nutrice Euriclea al vasto mare da navigare sino a Sparta, dalla abbagliante e pericolosa bellezza di Elena all'amore per Penelope, dal solenne giuramento tra giovani principi leali al divampare della tremenda discordia: questo romanzo, primo di due volumi, segue Odysseo fino alla resa di Troia, grandiosa e terribile. Prima ancora che inizi il nòstos – lo straordinario viaggio di ritorno – l'avventura già è costellata di incontri folgoranti, segnata da crisi profonde, dominata dall'intelligenza e dall'ardimento di un uomo capace, passo dopo passo, di farsi eroe.
La figura di Odysseo ha avuto lo straordinario destino di "reincarnarsi" infinite volte: i più grandi poeti lo hanno cantato, la sua orma profonda e sempre nuova è riconoscibile nei testi più importanti della letteratura di ogni tempo, a ogni latitudine. Tutti noi abbiamo la sensazione di ricordare da sempre le gesta di Odysseo, ma in questo romanzo, attingendo all'immensa messe di miti che lo vedono protagonista, Valerio Massimo Manfredi porta alla luce episodi e personaggi che non conoscevamo, ci regala la viva emozione di scoprire un intero universo brulicante di uomini, donne, imprese gloriose o sventurate. Ci mostra come accanto a quel personaggio fluisca gran parte dell'epos greco: Alcesti, le fatiche di Herakles, i sette contro Tebe, gli Argonauti, oltre ai due poemi di Omero. Odysseo non si erge solitario tra le ombre di dei guerrieri, ma il suo intero percorso di formazione, le sue radici famigliari, gli epici racconti di cui è nutrito dal nonno-lupo Autolykos e dal padre argonauta, i dialoghi con con Herakles e Aias, gli incontri con la misteriosa Athena dagli occhi verdi, ogni dettaglio dà corpo a un racconto profondamente sorprendente.
Con assoluto rigore, ma anche con una vibrante adesione a questa materia "in continuo movimento", Manfredi compie la scelta forte di affidare la narrazione proprio a colui che disse di chiamarsi Nessuno: una voce diretta, potente, scolpita nella sua semplicità. Una voce dal fascino assoluto, una storia incalzante come i tamburi di guerra, tempestosa come il mare scatenato da Poseidone, piena di poesia come il canto delle Sirene.

Voti:
Trama  10
Personaggi  10
Stile  10
Incipit  8
Finale  7
Copertina  8
Voto complessivo 8.8
Quando ti trovi davanti 5 pagine piene di appunti, vuol dire che hai appena letto un libro valido, pieno, appagante! E questo libro lo è! E' coinvolgente, avvincente, meraviglioso!
La storia è quella conosciuta più o meno da tutti noi di Ulisse, qui chiamato col suo nome originale Odysseo.
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Il romanzo inizia con Odysseo che ha 6 anni e si conclude con la presa di Troia.
Dall'inizio alla fine, Manfredi racconta, con la sua innata capacità di scrivere, di concatenare una parola all'altra, di far immergere il lettore nelle descrizioni dei luoghi e dei personaggi, la storia di Itaca e della sanguinosa guerra di Troia, attraverso la voce e gli occhi dello stesso Odysseo. Sì, Manfredi ha mantenuto, in buon parte, i nomi greci dei personaggi tanto famosi.
Con Odysseo conosceremo suo padre Laerte, uno dei 50 Argonauti famosi per aver rubato il Vello d'oro!
E poi ci sarà, ovviamente, Penelope, sua sposa amatissima. Tanto amata da rifiutare la bellissima Elena.
Elena, bellissima dea in terra, nel cui nome si combatté una decennale, violenta, sanguinosa guerra.
La prima parte del libro si concentra maggiormente sulla vita di ragazzo di Odysseo, sul suo viaggio in compagnia del padre che lo portò a conoscere i re delle isole loro alleate, e coloro che li avrebbero succeduti.
Nella seconda parte, com'è ovvio, ci ritroviamo immersi nella battaglia di Troia. E così vedremo Achille combattere sfolgorante con la sua armatura e i suoi splendidi cavalli trainare l'auriga. Vedremo Menelao combattere faccia a faccia con Paride per riavere la sua sposa. Ma, soprattutto, saremo sopraffatti dalla capacità di Odysseo di cercare di scongiurare, giorno per giorno, una guerra che sembra essere infinta.
Sarà lui ad avere l'idea di espugnare Troia con il famoso cavallo e quando Pyrrhos, figlio di Achille, lo accuserà di voler vincere con l'inganno, Odysseo risponderà:
"L'uomo non è fatto solo di muscoli e tendini, la mente è la parte sua più alta e nobile, quella che lo rende simile agli dei. La mente è l'arma più potente."
Credo che in questa frase sia racchiuso il filo conduttore di tutto il romanzo: nonostante sia stato cresciuto per essere un re ed un combattente, Odysseo ha sempre preferito la pace, la quiete della sua Terra, le giornate trascorse giocando con suo figlio Telemaco e amando Penelope.
Aver dovuto lasciare tutto ciò per un intero decennio, in nome di una donna che lui stesso aveva rifiutato, lo porta, ogni singolo giorno, a ragionare, a cercare una soluzione per far sì che tutti possano tornare alle loro case, alle loro famiglie.
Nella scena finale, dopo aver preso Troia, vediamo Odysseo che depone le armi del prode Achille sulla tomba di Aias il gigante.
Come ho detto, Manfredi ha una grandissima capacità narrativa, sicuramente dovuta ai suoi studi, alla passione che mette in ciò che fa e anche alla carriera di conduttore di programmi culturali.
Riesce ad incollare il lettore alle pagine dei suoi libri, nonostante, spesso, si tratti di storie già abbondantemente conosciute: Alexandros, dove narra la storia di Alessandro Magno, e questo dove, a modo suo, descrive, con dovizia di particolari ed atmosfere, la storia conosciutissima dell'Iliade di Omero.
Nonostante chiunque abbia una base scolastica conosca benissimo le vicende, la voglia di andare avanti è paritaria a quella che si prova quando si legge un libro di cui non si conosce un finale. Insomma, tutti sappiamo cosa fu la guerra di Troia, come si svolse e come finì e tutti sappiamo cosa successe ad Ulisse durante e dopo la guerra. Eppure, questa mattina, quando ho letto l'ultima pagina, quando ho chiuso il libro, ho pensato: "Quanto tempo dovrò aspettare per leggere il secondo libro?". Se uno scrittore è in grado di ottenere ciò da un lettore, penso di poter affermare con cognizione di causa, che ha raggiunto il suo scopo!
Mi sento di consigliare questo libro in particolare a chiunque ami la mitologia e la storia, ma anche a chi non si è mai avvicinato a questo genere di romanzi, perché ritengo che Valerio Massimo Manfredi sia un grande Maestro.
L'autore: Valerio Massimo Manfredi è un archeologo specializzato in topografia antica. Ha insegnato in prestigiosi atenei in Italia e all'estero e condotto spedizioni e scavi in vari siti del MediterraneoFoto pubblicando in sede accademica numerosi articoli e saggi. Come autore di narrativa ha pubblicato con Mondadori 14 romanzi, tra cui la trilogia Alèxandros,  pubblicata in trentanove lingue in tutto il mondo. E' autore anche, sempre per Mondadori, di alcune raccolte di racconti e di saggi. Conduce programmi culturali televisivi in Italia e all'estero e collabora con "Il Messaggero" e "Panorama".
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